|
15 settembre 1911 – 15 settembre 2011
Sono passati cento anni dalla nascita di Gino Sdoja, fondatore di questa Pro Loco, ineguagliato ed ineguagliabile Presidente.
Tanti… eppure pochi. Una contraddizione che cerco di spiegare nella prefazione del libro “Dal corrispondente da Morlupo, Gino Sdoja”, ormai pronto per la stampa.
“Quando Gino Sdoja inizia a pubblicare sul quotidiano romano “Il Tempo” - nel 1951 - Morlupo è lontana e diversa da quella attuale come un film dell’era del muto da uno in tre dimensioni. Il paese non supera di molto i 4000 abitanti (la metà di quelli di oggi); non ha ancora una rete idrica e per lavare i panni o bere bisogna andare ad approvvigionarsi alle fontane comunali; la situazione igienica è precaria a causa dei depositi di letame a cielo aperto e delle tante stalle che insistono nel centro storico; l’unica strada d’accesso al paese è via san Sebastiano/corso Umberto I, poiché la cosiddetta “strada nuova” è solo un progetto; i funerali si concludono “cassa in spalla” perché la via (sarebbe più giusto chiamarla “sentiero”) che porta al cimitero è impraticabile alle auto, e potremmo continuare.
La Morlupo che Sdoja lascia invece nel 1983 è in pieno rilancio culturale, artistico, industriale e turistico.”
Un rilancio di cui è stato tra i massimi fautori…
Nato a Morlupo il 15 settembre 1911 da una famiglia di artisti – pittore e restauratore il padre, sarta e disegnatrice di moda la madre - Giacomo Gino Sdoja si adopera sin da giovanissimo per recuperare gli usi e i costumi tipici della vita agreste e della gente morlupese.
Appena chiuso il capitolo della Seconda Guerra Mondiale (per il cui contributo riceverà la Croce di Guerra), entra a far parte del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) di cui sarà funzionario fino al 1972.
Una manciata di anni dopo, nel 1950 per la precisione, Sdoja inizia a scrivere per il quotidiano “Il Tempo”, per il quale è corrispondente regionale con delega ai temi dello sviluppo provinciale Nord di Roma - comprensorio zonale Cassia-Flaminia-Tiberina.
Tra le tante battaglie portate avanti sulle pagine del quotidiano romano: quella in difesa del patrimonio artistico, paesaggistico e culturale; quella rivolta a risolvere i problemi legati all’inquinamento e allo smaltimento dei rifiuti; la denuncia per l’assenza in zona di ospedali e di scuole medie e superiori, e per la quasi assenza di attività sportive; la battaglia contro il depauperamento del patrimonio zootecnico e l’estinzione dell’artigianato locale; ed ancora, per risolvere le difficoltà di sviluppo delle piccole e medie imprese locali a causa del credito bancario. Senza dimenticare idee e suggerimenti per sopperire a problemi ancora attuali come i parcheggi, la viabilità e il rispetto delle zone verdi.
Anche per questa indefessa attività, Giacomo Gino Sdoja viene eletto nel 1955 primo Presidente della Pro Loco di Morlupo, di cui è anche fondatore: raro esempio di organismo apolitico e apartitico a tutela del territorio della zona Flaminia.
Nascono poco dopo “L’Idea”, notiziario morlupese di attualità e, nel 1974, “Pro-Morlupo - Tribuna Libera”, giornale del Comitato “Amici di Morlupo”.
In quasi 30 anni di attività con la Pro Loco (nel 1981 ne diventerà Presidente onorario), Sdoja è tra i fautori di manifestazioni e iniziative che in parte vivono ancora oggi: Il “Ferragosto morlupese”, le “Estemporanee di pittura”, la nascita de “Il Villaggio degli artisti” nella parte vecchia del paese, il concorso “Balconi fioriti” (che gli fa meritare il soprannome di “Gino Fiore”), il concorso “Vetrine di Natale”, la “Sagra della salsiccia”, la “Settimana dello sport”, la “Maratonina di Natale”, la celebrazione per il “IV Centenario della nascita di Santa Caterina Paluzzi”...
Conseguirà negli anni precedenti la sua morte, che avviene a Roma l’1 novembre 1983, numerose benemerenze e premi.
Ti ricorderemo così.
Non solo per quello che sei stato, ma soprattutto per quello che sei ancora oggi, vivo nei nostri cuori.
Grazie Gino!
Per l’Ass. Pro Loco Morlupo, Riccardo Rossiello |